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venerdì 30 luglio 2010

B10, (cosa mi ha) colpito e affondato

Guardando le gesta (in buona parte magre figure) degli italici atleti in quel di Barselona, mi sovvennero delle questioni:

Perchè nei paesi più remoti (Bielorussia, Lettonia, Transilvania, Kamchatka, ecc.) ci sono atleti forti solo nelle discipline che non interessano a nessuno (lancio del peso/martello/disco/giavellotto/fonografo)?

Perchè la Russia fa gli Europei, che è quasi tutta in Asia? E l'Azerbaijan?

Che cosa mi rappresenta la mascotte Barni, che sembra un pupazzo di neve a luglio? Ci sarà solo uno dentro, o tanti che si danno il cambio? E quando fa le scenette d'intrattenimento, saranno improvvisate o è tutto organizzato precedentemente?

Perchè quelli del salto in alto si rivestono dopo ogni salto anche se ci sono 30°C?

Perchè nei vari lanci ci sono due giudici che vanno dov'è caduto l'attrezzo (uno che indica e uno che misura), non ne basta uno? E cosa fanno quei due nella vita, saranno giudici di mestiere?

Perchè la RAI prima di andare in pubblicità non perde occasione di passare le immagini dei festeggiamenti della Spagna campione del mondo di calcio, visto che è un altro sport e che non c'entra nulla con l'altetica?

Siamo sicuri che non ci sia nessuno meglio di Elisabetta Caporale per le interviste a bordo pista? Io proporrei il traduttore automatico di Google, già sarebbe un enorme passo avanti in capacità, professionalità, educazione ed avvenenza.

Che senso ha eliminare un corridore alla prima falsa partenza? A chi giova una regola del genere?

lunedì 24 agosto 2009

L'invasione degli omini verdi

« Alla fine del XIX secolo nessuno avrebbe creduto che le cose della Terra fossero acutamente e attentamente osservate da intelligenze superiori a quelle degli uomini... »
Così scriveva H. G. Wells nel suo "La guerra dei mondi", non immaginando che all'inizio del XXI secolo queste intelligenze superiori si sarebbero rese manifeste...
Hanno deciso di farlo ai campionati mondiali di atletica appena consumatisi in quel di Berlino, infiltrandosi nell'impeccabile organizzazione germanica sotto mentite spoglie teutoniche, per dare un saggio della loro perfetta efficienza a chi di regole e rigore se ne intende.
Tutti con la loro magliettina verde e berretto nero dell'Adidas in testa (e mazzate a chi non l'aveva dritto), stavano ovunque ci fossero degli atleti, probabilmente li seguivano anche al cesso; nelle corse su pista raccoglievano le tute nelle ceste di plastica dell'Ikea e poi si mettevano in fila (minuto 0'09"):

Fuori dallo stadio invece facevano da pietre miliari sul percorso, uno ogni 10 metri, e al traguardo aggredivano i corridori (minuto 3'54"):

Questi esseri verdognoli si accompagnavano a delle simil-fanciulle biondine di bianco vestite, che dormivano sotto al podio ed uscivano solo quando venivano disturbate dalle premiazioni: portavano le medaglie e dopo l'inno cercavano di incantare gli atleti con incomprensibili gesti delle mani (min. 2'45"):

Infine, una stendin ovescion per il Campione dei 100 metri, capace di stupire con le sua capacità di corsa fuori dalla norma e al tempo stesso di far divertire uno stadio intero; aveva un obiettivo, e l'ha raggiunto (min. 0'54"):

Ovviamente parliamo del fotografo pelato che rincorre Bolt, pare che sia ancora in rianimazione al policlinico di Berlino; il cameraman che stava dietro al tipo in corsia 8 alla partenza invece se l'è cavata con un trauma cranico guaribile in 10 gg.